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La dog trainer Valentina Biedi: «Genova - Marocco, viaggio per salvare i cani dal massacro»

January 24, 2019

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Contro l'abbandono dei cani i liguri ci mettono la faccia

11/07/2018

 

 

Genova - Schivi, sicuramente. Riservati, senza alcun dubbio. Ma quando c’è da far sentire la voce per una causa che sentono giusta, i genovesi non si tirano indietro e ci mettono la faccia.

La loro e quella dei compagni di vita che non abbandonerebbero mai anche se «Morgana assomiglia a un topo», «Clò è la bulla del quartiere» e «Chicco abbaia ai gatti». Al tramonto in corso Italia, in passeggiata a Sestri Ponente o sul divano, umani e cani si mostrano per quel che sono e lanciano un messaggio dalle strade e dalle case della Superba che trasforma quello che sembra un mugugno in un utile e divertente paradosso.

Il risultato è un video da migliaia di condivisioni in cui si parla della piaga dell’abbandono estivo dei cani con un sorriso, grazie a un montaggio serrato di musi e volti che ripetono come un mantra la frase: “Io non lo abbandono anche se…”, seguita da motivazioni senza senso che spiazzano chi guarda. A realizzarlo sono state Valentina Biedi e Daniela Grassi, educatrici cinofile del centro B Dog sulle alture di Bolzaneto. «Non volevamo condividere solo immagini strappalacrime. E abbiamo puntato su un messaggio diverso, surreale: per far capire che è impensabile poter compiere un gesto del genere», spiega Biedi, responsabile del campo cinofilo.

Il risultato, per ora, è di oltre settemila visualizzazioni su YouTube in soli tre giorni, cinquemila sulla pagina Facebook su cui è stato pubblicato e centinaia di commenti sparsi per la Rete. Solo sull’edizione online del Secolo XIX, video e articolo hanno raggiunto più di diecimila interazioni (tra like, condivisioni, commenti e visualizzazioni). A condividere il video anche la pagina Facebook della fondazione Almo Nature che dal gennaio 2018 investe i profitti dell’azienda in progetti in difesa degli animali. (...)

 

L'articolo completo è uscito sulla versione cartacea de Il Secolo XIX in prima pagina e all'interno delle cronache nazionali. Richiamava i contenuti dell'articolo apparso online ma dava anche i dettagli sui numeri raggiunti dal video che abbiamo riportato sopra.

 

 

 

 

 

 

 

 

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